Che cos’è (oggi) la letteratura

Il paesologo della Rete oggi se la prende con la Rete. Dice, più o meno, che la letteratura è finita intrappolata nella rete, come un’orata. Ti capisco, Franco, ma suvvia! La Letteratura è scomparsa da un pezzo, e forse non è mai esistita come qualcosa di segno positivo. È stata sempre un’eccezione. Secondo te ai tempi di Omero tutti perdevano tempo ad ascoltare gli aedi? Eccome no. Sì, ok, c’era tanto silenzio, allora, si poteva ascoltare la risacca dei flutti egei, mentre oggi tutto questo chiasso… Bernard Malamud, grandissimo narratore, imputava alla televisione la colpa dello scarso successo dei suoi ultimi romanzi. Dopo Malamud è arrivato D. Foster Wallace, al quale la televisone, detto tra noi, fa una ricca sega. Insomma, con la letteratura come fai sbagli. Lei si acquatta dietro la porta e quando meno te lo aspetti ti pugnala alle spalle, ti lascia stupefatto. Tranquillo, Franco, la letteratura non muore mai. Anche perché non è mai nata. È un paesaggio che non si lascia irretire.

Che cos’è oggi la letteratura / Franco Arminio / Doppiozero

 

 

lampi

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