Il crollo della mente bicamerale

Più la loro coscienza era sporca, più puliti e immacolati erano i loro vestiti.

Il Cristianesimo, naturalmente dopo aver attinto a mani basse allo Stoicismo ed al Cinismo, ha sancito, nella mente umana e nella cultura dei popoli una frattura tra il candido apparire del potere e la fiducia profonda, «religiosa».

Con Cristo, la sua barba incolta, i lunghi capelli, le vesti umili fa ingresso nella storia del mondo una figura antagonista all’apparire candido del potere.

La cultura europea non si potrebbe capire, dagli anacoreti del deserto ai poeti romantici, da san Francesco a Einstein, se non vi fosse stata all’origine quella rottura profonda tra l’apparire e l’essere.

Che cos’è, in fondo, il nocciolo duro dell’addestramento greco-giudaico-cristiano-illuminista se non l’abilitazione a distinguere tra apparenza e realtà?

È vero, certo, la scissione del mondo ha prodotto una sofferenza immane, e probabilmente una schizofrenia (spaltung) strutturale assente nelle culture olistiche tanto ammirate e rimpiante come un eden perduto; ma ha prodotto la mirabile arte e la poderosa scienza (lasciamo perdere progresso e sviluppo…)

Nella mente umana accadono eventi significativi e trasformativi ogni duemila anni. La scissione cristiana, preparata in Grecia e dagli ebrei, è stato uno di questi eventi. L’avvento della c.d. intelligenza artificiale potrà forse indurre una mutazione di pari portata nella mente umana.

Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza di Julian Jaynes (titolo bellissimo, evoca la mente umana come una grotta o una tomba, ma sottilmente anche un equilibrio, e una lotta, di poteri tra la camera alta e il congresso, senato/camera dei deputati…), dice in maniera diversa la medesima cosa. Ad un certo punto dell’evoluzione sarebbe crollata una parte della mente umana, come un’area della grotta, precisamente quella dell’emisfero destro del cervello. Con essa sarebbero rimaste sotto le macerie le voci degli dei.

La parte sinistra, l’emisfero del linguaggio e della distinzione, sarebbe concresciuta sopra quelle macerie.

Così posta la questione, e sempreché sia valida la nozione di «emisfero» applicata al cervello umano (come se fosse un mappamondo), sembra si sia verificata una sorta di colonizzazione di una parte prepotente del cervello, quella sinistra, su quella destra, poveretta.

La parte sinistra stronza, la parte destra figa.

Ma duemila anni fa le posizioni di forza erano a parti invertite.

Gli dei erano splendenti e tracotanti, i primi cristiani sporchi e laceri.

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