L’educazione dei figli nella religione

Il padre che consegna e affida il proprio figlio nelle mani della chiesa sembrerebbe farlo nell’interesse del figlio: farne un buon cristiano e circondarlo di una barriera protettiva contro la malattia e la sciagura. Non battezzare il proprio figlio equivarrebbe ad una grave omissione di soccorso, come non portarlo dal dottore per le visite periodiche di controllo. Ma sotto questa apparenza si cela un interesse del genitore a esonerarsi dall’angoscia di protezione per la salute e la vita del proprio figlio. Battesimo, comunione, cresima sono riti di protezione magica, una polizza assicurativa contro incidenti o morte, stipulata dal padre a protezione propria per interposto figlio. La salute e la vita del bambino per nulla, naturalmente, beneficiano della sottomissione ai riti di protezione. La salute e la tranquillità dell’animo del padre, sì.

Il padre che non si avvalga dei riti di protezione (di protezione di se stesso, come abbiamo visto) si espone all’angoscia delle infinite possibilità: avrò fatto di tutto per proteggere mio figlio? Il vaccino omeopatico, la doccia nasale, l’addestramento stradale, il controllo della scheda dei prodotti in cerca di olio di palma o di conservanti, basterà tutto questo a proteggerlo? Il padre non devoto ai riti si espone ai venti gelidi che spazzano, non il futuro del figlio, ma il suo cuore di genitore.

Il padre devoto ha la coscienza a posto e vive più tranquillo.

Il padre non devoto si assume un onere enorme: quello di essere padre sprovvisto di garanzie promananti da una tradizione millenaria. È il primo padre al mondo, un padre in cammino nel deserto, un padre che non sa cosa sia meglio fare, ma che vuole il meglio. Quando veglia sul figlio addormentato, non ha dio o la vergine Maria cui affidarlo. Pensa che dovrà almeno insegnare al suo piccolo la preghiera dell’angelo custode, che sua madre gli faceva recitare prima della buona notte. Però poi se ne dimentica. Passano i mesi, gli anni. Il figlio non è più così piccolino. Va all’asilo, poi a scuola. Lo guarda crescere, allontanarsi da lui, sughero sballottato dalle onde della vita, non c’è nessuna potenza superiore che lo protegga, lo ama immensamente, trema per lui, come un carcerato spunta i giorni che mancano a quando sarà adulto, forte, a quando toccherà a lui proteggere un altro bambino.

Donazione

Sostieni L'errore di Kafka e avrai in cambio Il permesso di Mario Lodi, nella ormai rara edizione Giunti Bemporad Marzocco del 1968, seconda ristampa 1973, collana Azzurra. Età di lettura dagli 8 anni. Consegna da concordare.

€10,00

Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: