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Il 31 gennaio 2018 la Libreria Carnevali abbassa la saracinesca per l’ultima volta.

Fondata a Foligno da Giovanni Carnevali nel 1965, rilevata da Stefano Marcucci nel 1998 e poi dalla società 3 libretti sul comò di Luca e Stefano Marcucci nel 2002, e passata dalla sede di Via Mazzini, a Via Pignattara, di nuovo a via Mazzini (ex Cinema Astra) ed, ultima tappa, a Via Piermarini, la Libreria Carnevali, come ogni libreria, è anche, a modo suo, un libro.

Oggi si chiude questo libro.

Secondo una prassi antica, ma che nei tempi recenti ha assunto dimensioni preoccupanti, prassi aspramente criticata dal sottoscritto in un suo pamphlet[1], si è soliti apporre in calce ai libri i ringraziamenti, che spesso diventano chilometrici.

Contravvenendo a se stesso il sottoscritto, e abbandonando la terza persona, si lancia nei ringraziamenti. La circostanza che si tratti di un libro particolarissimo, ed obiettivamente corale, scritto a molte mani, costituisce un’attenuante specifica e mi assolve, almeno parzialmente, da ogni intendimento autocelebrativo.

Desidero ringraziare innanzitutto le ombre. Gli amici e i clienti che non ci sono più. Sono molti. Qui ricordo, per tutti, Maria Venturini, Adolfo Broegg, Olga Lucchi, Marco Rufini, Stefano Checcucci.

Desidero ringraziare C., un tossicodipendente che, per un certo periodo, veniva quasi tutte le mattine ed acquistava libri comici. Di barzellette. Il sorriso aveva da tempo lasciato la sua vita. Si era avvicinato alla chiesa. Un giorno mi confidò che quando era piccolo era nervoso e la madre gli dava il valium. L’ho visto un giorno d’estate, sotto la canicola, a Piazza San Francesco, immobile come una statua.

Ringrazio Giovanni Carnevali, il libraio numero uno.

Ringrazio Luca Marcucci, con il quale ho condiviso il timone della nave nei giorni della bonaccia e in quelli della burrasca.

Ringrazio Roberto Lazzerini, qui le parole non basterebbero, e quindi mi fermo subito.

Ringrazio il comandante Fabio Celoni. Il militare più pacifista della storia.

Ringrazio Luisa Marcucci, la terza libretta sul comò, colonna romana e in non rare occasioni mente strategica della Libreria.

Ringrazio Donata Gentili, storica collaboratrice della Libreria sia nella vecchia che nella nuova gestione.

Ringrazio Patrizia Liviabella. Oltre ad un’amicizia solida come la roccia e lieve come una piuma, ci unisce il comune amore per Ghiannis Ritsos.

Ringrazio Gabriele Placidi. A lui devo una citazione, ricostruita maldestramente: «[…] negli uomini superficiali, i pesciolini dei piccoli pensieri muovono molto le acque, mentre nelle menti oceaniche la balena dell’ispirazione fa appena un’increspatura.»

Ringrazio Alice Mazzarella.

Ringrazio Virginia Salini.

Ringrazio Carlo Antonelli. I suoi consigli di lettura (sic) mi sono stati molto utili. Il noir per lui non ha misteri.

Ringrazio Francesco Moroni, che molto ha contribuito alle attività di Sovversioni non sospette slr, società a lettura responsabile.

Grazie a Barbara Pinchi, Guendalina Pace, Simona Badiali, Loredana Laloni, Margherita Bellini, Vania Salvati, Maya Marianucci, Marco Pollano, Walter Romagnoli, Trude Tijmensen, Nicoletta Bottalla, Monica Coni, Sabina Antonelli, Emanuele De Donno, Ivana Donati, Cristina Nannucci, Sonia Bucci, Ivo Picchiarelli, Stefania Orrù, Anna Cappelletti, Paolo Giri, Paola Blasucci, Giorgio Antinori, Stefano Abeltino, Filippo Ciri, Pietro Battoni, Marcella Rossi, Lucia Vezzoni. Fare il libraio mi ha concesso la fortuna ed il privilegio di entrare in dialogo con moltissime persone che hanno dato profondità alla mia esperienza.

Ringrazio tutti gli azionisti che nel dicembre 2015 hanno contribuito a dare un po’ di ossigeno alla Libreria.

Ringrazio i soci di Sovversioni, ed il Circolo di Lettura: Maria Segatori, Gabriella Proietti, Antonella Pepperosa, Maria Luisa Bosi, Cristina Zappelli, la colonna partenopea rappresentata da Gastone Padulano e Fiorella Picecchi, Antonio Valentini, Luigi Pasinato, Giuliana Massetti, Carla Bergantini, Emanuele Rizzuto, Floriana Federici, Marco Magaldi, Marica Spina.

Ringrazio Luciano il falegname, mio vicino di casa, e David Toma, l’imbianchino tutto fare, e Giorgio l’elettricista.

Ringrazio tutti quelli che non ho nominato, ma che stanno anche loro dentro a questo libro che oggi si chiude.

L’ultima parola spetta non a me, ma ad uno scrittore, Roberto Bolaño, naturalmente morto.

«[…] Non si finisce di leggere, benché i libri abbiano una fine, così come non si finisce di vivere, benché la morte sia un fatto certo.»

Hasta la victoria.

Stepor

[1] Chiedere scusa. La letteratura come risarcimento.

Credits:

Foto di copertina Alice Mazzarella, Senza Titolo, dalla serie On books (2015-2016), scansione da negativo 6×6 (strappato)

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