Nightmare (un documentario?)

Non ero più tornato lì. Mi sentivo a disagio con loro. Mi sembrava che vivessero esperienze già troppo da adulti, per le quali non mi sentivo pronto. Mi sentivo non in grado.

Ero passato per la strada dove abitava una di loro. Vedo che stanno giocando. E vedo uno di loro che accompagna al cancello una donna anziana, forse sua nonna. Penso che allora anche questo ragazzaccio abbia dei sentimenti buoni. Mi sento rincuorato.

Mi fermo. Arrivano gli altri. Ci stendiamo su un prato. Io li faccio mettere vicino a me. Siamo stesi sull’erba un po’ intrecciati gli uni agli altri, come cuccioli.

Dal fogliame e dall’intrico dei rami scorgiamo un felino che sopraggiunge. Un cucciolo di un giaguaro, forse. Ci alziamo di scatto. Salta fuori da qualche altra parte un gatto. Forse il gatto di uno di loro.

È subito guerra tra i due. Noi in piedi assistiamo sgomenti ai primi assalti violenti e rabbiosi.

Le cose si mettono male. Sappiamo che il combattimento è mortale.

Io dapprima non guardo, poi mi faccio forza ed apro gli occhi.

Ora uno strano animale, forse un rettile, forse un piccolo mammifero si interpone tra i due, andando ad abbracciare il gatto già molto ferito.

Il felino cessa gli attacchi. È interdetto, e non si sente di attaccare un animale per il quale non prova l’odio che sente per il suo simile. Se attaccasse, l’attacco porterebbe sicuramente alla morte al rettile.

Noi siamo stupiti,  e increduli. Io dico che bisognerebbe avere una videocamera. Che è bellissimo, che è una cosa incredibile.

Sopraggiunge un altro animaletto, ancora più piccolo del rettile. Questo si dirige verso il felino che resta bloccato nella sua posa di assalto e lo abbraccia. Un’altra interposizione.

Ora se il gatto pensasse di contrattaccare, sbarazzandosi del rettile e piombando sul felino frastornato dalla nuova presenza, potrebbe anche farlo. Ma si troverebbe di fronte un animaletto che non conosce, e per il quale non prova odio. E massacrerebbe un essere indifeso.

Siamo tutti sconvolti. C’è un’emozione fortissima.

Io comincio a piangere dalla commozione. E dico vedete allora la natura ci può salvare, possiamo fidarci, possiamo stare in pace e piango e alludo all’ostilità che c’era stata tra noi per due mesi e sento una gran voglia di abbracciarli mentre piango mi hanno di nuovo accolto tra loro lo sento ora lo so.

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Foto di copertina Alice Mazzarella, #nightmare, https://www.instagram.com/alicemzzl/?hl=it, courtesy l’autrice.

 

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