Diario dell’Errore. 6

[1]

– […]

– E poi?

– Siamo entrati nella stanza.

– E.. e… avete…

– Sì, abbiamo detto il rosario

[2]

Chi è il «cliente finale» delle Pompe Funebri?

[3]

25-05-12

Cose da grandi erano la discoteca che era andata a fuoco, circolavano voci sinistre, i muscolosi malviventi che avevano nottetempo sparso la benzina dalle taniche appartenevano ai suoi occhi ad un rango di esseri superiori e terribili, uomini che lo avrebbero disintegrato con il solo sguardo, alla stessa stregua di coloro che lavano e vestono i cadaveri dei morti negli incidenti stradali.

[4]

27-05-12

Matrimoni: durante il coito versano gocce di Attak sui genitali in modo da restare attaccati per sempre.

[5]

29-05-12

Gli scrittori postmoderni si introciano voluttuosamente e con molta competenza nel rumore di fondo dei media, convinti in tal modo di illustrare il caos del mondo e con esso la fine dell’umanesimo; gli scrittori postumi si fanno strada tra le macerie e il caos del mondo dei media come pompieri per portare in salvo la tradizione, come Enea che si mette in spalla l’anziano Anchise e lo porta fuori da Troia in fiamme.

[6]

18-07-12

Storia di una coppia. Entrambi sono fumatori.  Lui decide di smettere di fumare, lei continua. Quando lei esce a fumare sul terrazzo lui si siede accanto e parlano. Questo rito diventa più importante per lui che per lei. Se lei ritarda un po’ lui si innervosisce, la aspetta tamburellando le dita sulla ringhiera.

[7]

Alla fine la prima volta che si fa l’amore, in posti non prestabiliti e in orari non convenuti, spunta fuori un asciugamani liso e scolorito, che si mette sotto per non lasciare tracce né macchie.

[8]

Siamo arrivati a questo, che gli eroi sono i cittadini inermi che non mettono bombe, che non rubano i soldi della comunità, che non evadono il fisco, che non pagano il condono per l’annesso agricolo trasformato nottetempo in villetta bifamiliare, che non raccomandano, ecc.

[9]

29-4-12

Lo hanno aperto e richiuso subito, ecco un detto truce del trucissimo linguaggio comune.

[10]

25-4-12

Nascita dello stregone-sacerdote. Che la morte di una partoriente o la moria delle greggi dipendesse da un fulmine o dalla luna rossa era un’ipotesi lanciata come per scommessa. Se non c’era nessuna conferma nella ripetizione del fenomeno, chi aveva azzardato quell’ipotesi era preso per millantatore o mentecatto; se, al contrario, c’era una conferma ecco allora apparire un indovino, un profeta, venerato come santo. Egli in cuor suo sapeva di avere solo scommesso, ma questo se lo teneva per se stesso ed era il suo segreto. Gli altri scommettitori che avevano fallito conoscevano la verità (non c’è connessione tra i fenomeni) ma erano scacciati come eretici, nemici della Verità.

[11]

19-4-12

Con l’avvento del self service nelle stazioni di rifornimento (e ora dell’iper self service) è venuto meno uno degli ultimi privilegi spettanti all’uomo medio: essere servito dal benzinaio. La benzina è sempre più cara, ma è il declassato automobilista che deve scendere dall’auto e infilare nel serbatoio la pistola.

[12]

I registi più raffinati fanno terminare i loro film con un lungo piano sequenza dove scompaiono i rumori esterni e il protagonista – sia che corra schivando pallottole sia che cammini al tramonto su un arido sentiero – è accompagnato da un brano musicale molto narrativo, solo voce, ruvida però calda, un po’ blues, stile Mary Coaglan o Sitsen Andresen in Truth.

[13]

Il gregge e il lievito sono tra le similitudini evangeliche più ricorrenti: la prima rimanda al popolo di dio, guidato dal pastore,  cioè Cristo e i suoi apostoli (la Chiesa?); la seconda si riferisce alla fede, virtù primaria. La prima è caduta in desuetudine, essendo legata ad una società pastorale; la seconda mantiene intatta tutta la sua potenza evocativa dato che ancora dopo duemila anni si continua ad usare ogni giorno il lievito per far crescere il pane e la pizza. È emblematico che Heidegger abbia impiegato la prima similitudine (il pastore dell’essere) e non quella del lievito per dire chi e cosa è il filosofo.

[14]

21-3-12

La critica letteraria sta alla letteratura come la buoncostume sta al quartiere malfamato di una grande città.

Quasimodo

[15]

24/10/2011

La raccolta differenziata dei rifiuti è un tema etico assai più urgente del comportamento sessuale degli individui. Se la chiesa avesse a cuore il futuro e il presente dell’uomo e della donna su questa terra, vale a dire la loro salvezza, e non il proprio potere, la finirebbe con il ficcare il naso sotto le lenzuola della gente e si dedicherebbe toto animo et corpore et tota pecunia ad una grandiosa campagna di sensibilizzazione ed educazione alla raccolta differenziata dei rifiuti; i preti dall’altare non direbbero più beati coloro che soffrono ingiustizia per causa mia, ma beati coloro che separano la carta dal vetro. Il Golgota dove Cristo viene crocifisso non è un monte brullo ma una discarica di rifiuti dalla quale esala la diossina (non sfugga per piacere l’inquietante semantica teologica del termine che designa un odierno veleno). I preti, invece di frugare nell’anima della gente, rovisterebbero nella spazzatura di ogni famiglia, per distinguere chi fa la differenziata onorando in tal modo dio da chi mischia tutto insieme incrementando l’entropia, disordine caro a Satana.

[15]

8-7-14

Quel preciso atteggiamento dell'(est)etica hip-hop di arretrare il busto e la testa sollevando leggermente il mento in atto di esprimere chiara volontà di fronteggiare la minaccia e misurare le reali intenzioni dell’aggressore senza tuttavia lasciarsi irretire dalle provocazioni: si fa la guerra, se mai, ma non ci si lascia scivolare nelle colluttazioni.

[16]

27-06-14

Con la fine del telefono fisso finisce anche la possibilità di quelle amabili conversazioni nelle quali il chiamante si intrattiene con il rispondente, sebbene la persona che il chiamante cerca sia un congiunto del rispondente, al momento non presente in casa.

[17]

24-514

Per i pessimisti ogni giorno è l’ultimo giorno, per gli ottimisti ogni giorno è il primo giorno. I pessimisti si danno da fare alacremente, per usare il poco tempo che rimane, gli ottimisti se la prendono comoda perché di tempo ce n’è ancora tanto.

[18]

16-1-14

Egli era una di quelle persone per cui la verità si colloca esattamente a metà strada tra due opinioni opposte; si sostanzia ineluttabilmente in qualcosa di opaco, insapore, non eccitante e non entusiasmante; in un’opinione dettata, più che dal buon senso, dalla noia, in qualcosa circoscritto ad un affare che non è in grado di appassionare, come il frutto ponderato di uno sbadiglio.
Non c’era nulla di realmente stimolante nell’affermare, ad esempio, che la macchina o il computer non sono in se’ cattivi, ma tutto dipende dall’uso che se ne fa: eppure questa era la verità, e non c’era altro orizzonte che valesse la pena perlustrare.
La verità non era fatta per turbare il suo animo, piuttosto era lì come un soprammobile inutile e impolverato il cui unico ruolo – ammesso che ne avesse uno – consisteva nel ricordargli che non c’era nulla per cui valesse veramente la pena di incrinare la quiete piatta della sua mente, piatta come un laghetto alpino: non c’era davvero nulla per cui valesse la pena lottare.
Mai gli sarebbe venuto in mente, ad esempio, che è l’uomo ad essere intrinsecamente cattivo e che la macchina o il computer, in sé buoni come un’opera pia, soggiacciono a questo codice di morte. Non gli sarebbe mai venuto in mente, e se lo avesse sentito dire nei luoghi che frequentava lo avrebbe giudicato un’esagerazione.

[19]

18-7-14

Pensieri conficcati nell’eterno.

[20]

5-04-14

Un bacino sul bacino, titolo di un romanzo erotico.

[21]

Segni della crisi: mettere 10 euro di carburante alla volta.

[22]

11-11-13

A tre anni di età la successione temporale non è univoca, sovente il prima e il dopo si scambiano di posto,
*** per esempio dice: adesso ceniamo perché è giorno; prima io ero grande, adesso sono piccola; la mattina presto, sentendo il suono delle campane, dice: noi non possiamo andare alla messa, perché adesso è tardi, ecc. Nell’indistinzione temporale c’è forse una traccia della dimensione pre-temporale, che solo di recente i bambini di tre anni hanno abbandonato. La prossimità a quella dimensione pre-temporale li accomuna agli anziani, che si avvicinano, all’altro estremo della vita, alla dimensione post-temporale.

[23]

20-9-13

Il lavoratore più invisibile, sebbene agisca sotto i riflettori, è quello che passa rapidamente lo straccio asciutto dove sono caduti i giganti del basket, per asciugare il sudore e impedire scivolate. Di lui nessuno del pubblico, e men che meno degli atleti, si accorge. Il suo è un intervento essenziale, ma colpevole e a testa china. È un intruso necessario. Nessuno sa dove si ritiri, una volta ultimata la sua rapida incombenza, nessuno immagina cosa farà, dove andrà, una volta che il game è finito, i fari spenti, gli spalti vuoti e disseminati di lattine, buste delle patatine, gusci vuoti delle noccioline.

[24]

18-8-13

Nessuno si è mai chiesto perché i dopobarba hanno sempre più spesso l’aspetto lattescente e opaco dello sperma.

[25]

Ascoltava con le labbra serrate a imbuto e spostate verso uno degli angoli della bocca, come se stesse valutando se quello che andava ascoltando fosse una fregatura.

[26]

Avanzo nella lettura di un libro, mi imbatto nella seguente frase: «Oggi sono stato convocato all’Ufficio», vado avanti, mi distraggo, riprendo la lettura, e solo ancora più avanti mi rendo conto che si sta parlando della morte del personaggio. Ecco, così è la vita. Si procede, si avanza, ci si distrae, si continua ad andare avanti senza accorgersi che la morte è già cominciata, ovvero accorgendosi della morte quando è ormai troppo tardi per tornare indietro, la soglia dell’Ufficio già varcata. (Leggendo Giardino, cenere di Danilo Kis, p. 126).

Fosolo

[27]

Quando gli apparati medici cercheranno di terrorizzarti, quando i camici bianchi sentenzieranno la tua ultima ora, tranquillizzali poverini, consólali, ringraziali anche, dì loro di non aver paura, dì loro che una fine anche nel più atroce dei dolori è nulla, nulla, nulla, e ripetilo tre volte, a fronte di quello che ci è stato risparmiato di torture, celle, bambine e bambini nelle camere a gas. Coglioni.

[28]

Ah Italo! Aridàcce le tènebre! Artòrna a Harvard a spiega’ la clarità della letteratura, contro ogni oscurantismo! I suppose. Contro le tenebre, la lentezza, la prolissità, la reiterazione. Cocaina versus eroina. I suppose.

[29]

Mi avrà amato per le mie assenze, più ancora che per le mie presenze. La cura di Battiato andrebbe interpolata e resa autentica in questa direzione.

[30]

Noi siamo non due sessi soli, siamo sessi molteplici, uno diverso per ogni essere umano, e le unioni che sembrano tutte uguali sono tutte diverse, come diverse sono tutte le onde sotto la luna piena, o sotto il novilunio, quando la notte buia fa scrosciare il frangere delle cupe acque in un unico tumultuoso confondersi.

___________

Foto

  1. Frack indossato da Salvatore Quasimodo per la cerimonia di consegna del Premio Nobel. Modica, Museo casa natale del poeta.  Alice Mazzarella, courtesy l’artista.
  2. Ugo Foscolo, statua, Zakinthos. s.m.

 

 

 

 

 

 

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