La letteratura circostante

[Gianluigi Simonetti, autore del saggio La Letteratura circostante, Il Mulino, 2018, presenterà il suo libro a Foligno, Casa Mancia, lunedì 29 ottobre prossimo, alle ore 18. Quella che segue è la lettera di invito]

Foligno, 2 giugno 2018
Eccellentissimo Gianluigi Simonetti,
sono un (ex) libraio. E un lettore (senza ex). Il 31 gennaio scorso ho dovuto chiudere la mia libreria (indipendente) dopo venti anni di attività.[1]
La letteratura circostante è il primo libro acquistato extra moenia, in verità regalatomi da una cliente amica, ex professoressa di greco all’Università di Perugia. Nessuno pensa mai al fatto che un libraio non riceve mai libri in regalo. Una condanna ed una pena di Tantalo che è finita. Bisogna saper vedere i risvolti positivi nei rovesci di fortuna. Adesso, per un certo periodo e prima della mia ricollocazione lavorativa, mi dedico allo studio a tempo pieno.
La mia esperienza di libraio e lettore è un terreno sperimentale che in larghissima parte conferma le analisi, chiamiamole pure sociologiche, sulla letteratura circostante da Lei condotte. Procedendo nella lettura mi sono, in non poche occasioni, sorpreso ad esultare, se non a giubilare, vedendo trascritte nero su bianco, e con molta precisione e direi finezza, impressioni che ho avuto modo di registrare nella mia ventennale attività di commerciante di libri.
Un esempio? L’autore-personaggio, o il personaggio opera. Nel post visuale Chi è il pontefice massimo della letteratura italiana oggi (https://erroredikafka.blog/2018/03/25/chi-e-il-sommo-pontefice-della-letteratura-in-italia-oggi/, pubblicato prima di aver letto La letteratura circostante, lo giuro), una sorta di divertissement un po’ burlone ma anche no, racconto due episodi occorsi in libreria che concernono due campioni, anzi, forse i campioni massimi, in Italia, della categoria, e cioè Roberto Saviano e Erri De Luca. Questi due episodi credo siano sintomatici della ricezione di questi due autori, tramutatisi essi stessi in iperpersonaggi di un romanzo extraletterario, da parte del pubblico della libreria.
Ma vi è di più. E qui, la prego di credermi, lo dico con tutta l’umiltà del caso, essendo io un commerciante di libri appassionato di letteratura e non un critico. Le analisi da Ella condotte sulla letteratura di consumo e di nobile intrattenimento esplicitano un’idea che coltivo da anni, e che ho cercato di organizzare in un breve saggio[2]. Quello che lei definisce consumo, genere, intrattenimento, ecc. io ho provato a racchiuderlo nel concetto di «letteratura consolatoria» (ed è quella che maggiormente ci circonda e ci accerchia). La letteratura del «risarcimento» sarebbe invece quella che abbatte l’accerchiamento della «presentificazione onnipotente» (come Ella suggerisce, p. 237) e tiene insieme i vivi e i morti, il vivente da un lato e il non ancora vivente o il non più vivente dall’altro. La letteratura del risarcimento, ma si potrebbe dire la letteratura tout court, è il sole dei morti.
Nella libreria che ho gestito, e che negli ultimi sette anni ha avuto come location un vecchio cinema, sono passati tanti scrittori e anche parascrittori, nonché personaggi vari del cinema. Il primo della lista è stato Massimo Carlotto, nel lontano 1998 (mi lasciò in regalo Armi e bagagli di Enrico Fenzi…), l’ultimo è stato Edoardo Albinati. In mezzo, e solo per dare l’idea, Edoardo Sanguineti[3], Boris Pahor, Gianni Vattimo, Aldo Nove (che non ha voluto mangiare la torta al testo preparata con le mie mani…), Silvia Ballestra (che invece bene cenò apud me), Andrej Tarkovskij (il figlio…) e tanti altri.
Adesso che questa esperienza è un libro chiuso sto provando a raccogliere le fila del senso, se un senso lo ha avuto, del mio lavoro di promozione della lettura. Sono, naturalmente, e pour cause, abbastanza incline al peggio.
La lettura de La letteratura circostante mi è di grande stimolo.
Solo due concetti: «il lettore già in partenza solidale» (337) e i «sociologismi consensuali» (124). Lei è, mi sembra, oltre che un un critico, un radiologo. Sa diagnosticare il sintomo di uno strano organismo, tale è quello costituito dall’autore, dall’industria che lo produce, e dal pubblico che lo consuma. E se si trattasse, ma la butto lì come ipotesi, di un organismo autotrofico e saprofita che divora se stesso?
Vorrei parlare diffusamente de La letteratura circostante con l’autore. In particolare discutere dei seguenti temi:
– l’euforia dei c.d. cannibali di fronte ai nuovi media e l’«avversione profonda» nonché l’«antipatia per la tradizione» letteraria (118) alla luce dell’ipotesi del dolore fantasma per la perdita dell’ambiente fonetico-alfabetico tradizionale, ipotesi formulata da Marshall McLuhan e Quentin Fiore nel saggio War and Peace in the Global Village (1968)[4];
– la retorica millenaristica e palingenetica sottesa alla datazione Anni Zero;
– «l’etichetta dell’impegno: quella faccia di circostanza (e di funerale, aggiungerei io) di fronte alla realtà – maschera di sdegno o espressione corrucciata – che troviamo addosso a molti scrittori civili italiani» (125-126);
– il doppio corpo dello scrittore all’epoca della TV e dei nuovi media, alla luce della nota tesi di Kantorowic (ripresa nel cit. post visuale);
– l’eterogenesi dei fini e la nascita dello «scrittore di categoria» all’epoca della contestazione: abbiamo vinto quindi abbiamo perso. […]
________________
[1] Si tratta della Libreria Carnevali di Foligno, aperta da Giovanni Carnevali nel lontano ’65 (io non ero ancora nato, e, credo, neppure Lei). Nel 1998 il sottoscritto, proveniente da studi giuridici, la rileva dal fondatore, che tra l’altro è stato il libraio di fiducia di Federico Zeri. Il motivo della chiusura della libreria non è l’oggetto di questa mia missiva.
[2] Stepor Marcucci, Chiedere scusa. La letteratura come risarcimento (Viaindustriae, 2012).
[3] Nel cit. blog ho pubblicato un documento audio inedito, Sanguineti che legge in libreria una poesia di Neruda e si commuove. Sì, il neo avanguardista si commuove con Neruda, mica con Balestrini, che fu, in altra circostanza, anche lui ospite! Succede. https://erroredikafka.blog/?s=sanguineti).
[4] Guerra e pace nel villaggio globale, apogeo, 1995, tr. It. Tony Stanley.

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