Diario dell’Errore. 13

[1]

IL PARADOSSO SOCIAL

Il disappunto circa l’invadenza dei social nelle nostre vite si esprime su Facebook.

[2]

DIFFERENZA TRA CHI SCRIVE E PUBBLICA E CHI SCRIVE SENZA PUBBLICARE

Se scrivere è, dal punto di vista maschile, sborrare di inchiostro la pagina (sic), vedere pubblicato il proprio scritto equivale a far sapere a tutti della propria ultima scopata, laddove lasciare il proprio scritto nel cassetto equivarrebbe a tenere solo per se stessi il ricordo dell’ultima scopata.

Va da sé che non sempre le scopate gloriosamente sbandierate sono le migliori, soprattutto… dal punto di vista femminile.

[3]

Quando si fa l’amore si ha a che fare con un estraneo, donna o uomo che sia.

Qualche volta l’estraneità, mentre i respiri aumentano, è un velo di pudore calato su quell’amplesso carnale, ansimante, guardone, che è uno spettacolo selvaggio che non possiamo offrire alla coppia compita e serena che siamo, cadremmo in un profondo e reciproco imbarazzo, non ci riconosceremmo.

[4]

Per esempio no, noi di sinistra che criticammo l’impiego dell’esercito in funzione di ordine pubblico, noi che credemmo fermamente, e a ragione, che le mimetiche per le strade minano alla radice il processo democratico, noi che, con il manifesto e la rivista del C.R.S. (esiste ancora?), denunciammo l’uso craxiano dell’esercito contro la mafia (la mafia si combatte con le armi della cultura della legalità, non con la cultura delle armi), noi di sinistra ci stiamo forse abituando alle camionette dell’esercito nei luoghi cosiddetti sensibili, alla Stazione Termini, a Piazza di Spagna, alle fermate della metro? Non è che sotto sotto noi di sinistra ora pensiamo che quei giovani soldati con i kalashnikov, che hanno pure sguardi da bravi ragazzi, gnente gnente ci proteggano?

Eh no, che c’entra! Si alza la voce indignata della vecchia guardia che rugge in ciascuno di noi. Non è mica per ragioni di ordine pubblico interno!

Trabochetto.  Allora siamo in guerra!

Camera Pinta, Rocca Albornoz, Spoleto

[5]

Cristo stamattina mi è (ap)parso come uno di quei fachiri indiani che levitano stando seduti a gambe incrociate e un energumeno con il cerchio al naso e a torso nudo passa la scimitarra affilata tra il terreno e le chiappe del fachiro per mostrare al pubblico il prodigio. Cristo è stato un mago, un saltimbanco, un fachiro, appunto. San Paolo ha usato questo imbroglione per elevare la bassa magia alla dimensione morale e metafisica. Ha fatto di un oscuro illusionista un Dio. Poi dopo si potrebbe anche pensare, con Borges, che il progetto era già tutto nella mente del fachiro in sospensione sul terreno, la vera mente del gruppo.  E il cerchio si chiuderebbe. San Paolo un burattino manovrato retroattivamente dal Fachiro. E burattino anche l’energumeno Pilato. 

[6]

Credo che la devastazione antropologica in Italia sia cominciata quando – seconda metà degli anni ’80? – la televisione ha iniziato a trasmettere anche di mattina.

[7]

Di una persona insulsa si può dire che è passata direttamente dalla fase anale alla fase banale.  (Dialettica della transizione dal niente al nulla).

[8]

SUICIDIO

Ciò che sconvolge nel suicidio (in italiano è l’anagramma di «sudicio») è una sorta di segreto patto scellerato (pactum sceleris) che il suicida ha serbato dentro di sé, senza farne mostra a nessuno, non a casa, non al lavoro, non con gli amici, né al telefono, né al ristorante, ecc.

Ciò che più sconvolge è che, più tenace dei legami affettivi, di amore, familiari, ecc., sia risultato quell’oscuro e segreto e scellerato legame con l’idea di uccidersi, pactum sceleris.

Sconvolge perché chi resta si sente tradito, come una fidanzata che scopre che il suo amato, che è scappato con un’altra, SE LA INTENDEVA CON LEI GIÁ DA TEMPO.

[9]

AVVERBI (DA TEMERE)

Un «sinceramente» pronunciato da un agente immobiliare equivale a un «purtroppo» detto da un oncologo davanti a una ecografia.

[10]

IPOTESI LETTERARIO-FINANZIARIA (per critici a corto di idee)

Si potrebbe valutare un’opera letteraria in base a criteri rigorosamente finanziari, vale a dire calcolando, sommando il prezzo di tutti i libri acquistati e letti dall’autore per poter scrivere il suo.

L’idea è borgesiana, se è vero che un libro altro non è che l’incorporazione in esso di altri libri.

[11]

FRASI BREVI, QUASI UN RACCONTO

  1. Aveva preso la macchina. La strada era bagnata.
  2. E dove l’avete fatto?
  3. Ci venivano incontro paesi arroccati sulle montagne.

[12]

Le mani giunte simboleggiano la pace. Sono una dichiarazione di pace. Forse presuppongono, o ne sono una reminiscenza, un nemico da combattere a mani aperte.

La congiunzione delle mani ribadisce l’essenzialità del nemico.

[13]

ULTIME NOTIZIE DAL LETAMAIO.

[14]

La desideravo intensamente per quella sua aria insolente, per quella sua spavalderia, perché forse era imprendibile. Non la ebbi. Passarono gli anni. Quando un giorno la rividi era spenta, depressa, e mi divenne schifosamente sottomessa. La odiai, quella che avevo amato non c’era più e quella che ora amavo mi ostentava l’illusorietà della passione.

(Flaubert, où est tu?)

Ex libris

[15]

Una barbarie commessa da un barbiere.

[16]

Pensiero sottile: noi vittime del senso del dovere triboliamo una vita per migliorarci, per essere all’altezza del compito (quale?). Ma il meglio di noi ovviamente lo diamo quando ci dimentichiamo la nostra missione e siamo come siamo (come siamo?). Tutto lo sforzo quindi vano? No. Senza questa lotta vana, saremmo riconosciuti immediatamente, immeritatamente, e questo ci farebbe impazzire di felicità.

[17]

I LUOGOTENENTI

Quando parlano alla televisione, seduti in poltrona, e accavallando le gambe, emanano tolleranza e una benevolente sicurezza di sé, un’apertura di credito alle parole dell’avversario e una ecumenica autorevolezza.

Non sembrano essere affatto ciò che sono, uomini di parte, i fedelissimi del capo.

Sembrano addirittura prendere ordini da nessuno.

Sembra che non ci sia nessuno sopra di loro.

Ci si potrebbe scommettere che, quasi quasi, siamo in democrazia.

[18]

I GIOCATORI DI CARTE

I vecchi che giocano a carte all’aperto, seduti ai tavoli del bar del paese, sono gli epigoni di un rito in via di estinzione. Il futuro gli ha voltato le spalle.

Mentre giocano ai tavoli del bar del paese, con i loro cappelli della domenica, o con i berretti delle ditte edili, il rito svela il suo significato.

Gli istituti giuridici e le consuetudini sociali si comprendono appieno solo quando sono sul punto di svanire.

I giocatori di carte si dividono le ricchezze (i denari) e le donne (le coppe, i cuori).

Fanno pace. Pongono così fine ai litigi, ai contenziosi. Riuniti attorno al tavolo da gioco, e attorniati da svariati testimoni, i vecchi giocatori sottomettono alla Fortuna il verdetto supremo.

La legge e le consuetudini, gli accordi e le promesse, i tribunali e i carabinieri non bastano a risolvere le liti. E così il gioco delle carte è il giudizio di secondo grado, di appello, ma inappellabile, proprio in quanto emesso non dalla giustizia umana, ma da una divinità, che è bendata.

[19]

Se si passa dal campo tributario a quello sessuale, la parola «extragèttito» assume tutt’altra valenza.

[20]

Parlando in libreria con P.F. è venuto fuori il tema della posizione abituale quando si legge.

P.F. ha detto: – Le cose migliori si fanno in posizione orizzontale.

Lui ha l’abitudine di leggere sdraiato.

Mi torna in mente che una delle regole fondamentali della nostra vita stoico-monastico-studiosa era l’ostracismo totale verso qualunque forma di lettura che non fosse seduti alla scrivania.

Credo che alla base di tale regola ci fosse l’esigenza di ribadire a noi stessi e al contempo di affermare ai nostri genitori che la nostra attività di lettura fosse una cosa seria, equiparabile ad un lavoro, e non uno svago, una distrazione, un divertissement.

[21]

IL MAGLIONE DI LANA BLU

Il maglione di lana grossa indossato dalle ragazze scout del clan dei capi, che torniva ma soprattutto che copriva il già prosperoso seno, era un simbolo, oltre che una divisa blanda e casual. Era il simbolo di una ragazza scopereccia sì, ma con un alto senso della responsabilità, che dava fiducia ai genitori dei più piccoli…. Naturalmente una ragazza, ma prima ancora e indiscutibilmente, con quel maglioncione blu, una cattolica simpatica e seria.

[22]

Si curi da ogni turbamento, signora.

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