Sotto La pelle

«I ragazzi seduti sui gradini di santa Maria Novella, la piccola folla di curiosi raccolta intorno all’obelisco, l’ufficiale partigiano a cavalcioni dello sgabello ai piedi della scalinata della chiesa, coi gomiti appoggiati sul tavolino di ferro preso a qualche caffè della piazza, la squadra di giovani partigiani della Divisione comunista “Potente”, armati di mitra e allineati sul sagrato davanti ai cadaveri distesi alla rinfusa l’uno sull’altro, parevano dipinti da Masaccio nell’intonaco dell’aria grigia. Illuminati a picco dalla luce di gesso sporco che cadeva dal cielo nuvoloso, tutti tacevano, immoti, il viso rivolto tutti dalla stessa parte. Un filo di sangue colava giù per gli scalini di marmo.

I fascisti seduti sulla gradinata della chiesa erano ragazzi di quindici o sedici anni, dai capelli liberi sulla fronte alta, gli occhi neri e vivi nel lungo volto pallido. Il più giovane, vestito di una maglia nera e di un paio di calzoni corti, che gli lasciavano nude le gambe dagli stinchi magri, era quasi un bambino. C’era anche una ragazza fra loro: giovanissima, nera d’occhi, e dai capelli, sciolti sulle spalle, di quel biondo scuro che s’incontra spesso in Toscana fra le donne del popolo, sedeva col viso riverso, mirando le nuvole d’estate sui tetti di Firenze lustri di pioggia, quel cielo pesante e gessoso, e qua e là screpolato, simile ai cieli di Masaccio negli affreschi del Carmine. »

Sfrontati, pallidi di terrore ma sostenuti da quella insolenza incosciente tipica degli adolescenti quando sono in branco, sbeffeggianti l’ufficiale partigiano che decide la loro morte, sprezzanti della morte che pure hanno ai loro piedi, fedeli a una loro assurda fedeltà, questi giovani che vengono freddamente e sommariamente giustiziati senza processo sul sagrato di Santa Maria Novella[1]stanno proteggendo la loro integrità psichica.

Se analizziamo il problema del fascismo e dell’antifascismo dal punto di vista dell’integrità psichica davanti alla scelta, coloro che, dopo l’8 settembre, restarono fascisti lo fecero perché cambiare casacca dall’oggi al domani minaccia l’integrità psichica.

È vero che il fascismo aveva fallito, e nell’episodio riportato sopra il suo fallimento è ormai conclamato (siamo alla «liberazione» di Firenze), e che le sue promesse di grandezza e di benessere erano un cumulo di macerie. Però la psiche umana ha tempi di reazione non collimanti con i tempi esterni della storia. Talvolta sono più rapidi, talaltra più lenti.

Se analizziamo il problema sotto questa angolatura, che non è però parziale, è indubbio che coloro che erano stati fascisti e poi divennero dal giorno alla sera antifascisti[2] spaccarono in due l’integrità della propria psiche. L’antifascismo lampo è schizofrenico.

Da questo punto di vista, sdrucciolevole ma non arbitrario, il comportamento dell’occupante tedesco fu razionale, e l’accusa di tradimento scagliata conto il re e il popolo italiano ha avuto una base giuridica, e nella legittimazione giuridica possiamo rinvenire una salvaguardia dell’integrità psichica. Non riconoscere i partigiani come combattenti legittimi ma come banditen ne fu la logica conseguenza (per quello che poteva valere una simile distinzione per i nazisti e per la Wehrmacht).

C’è chi sostiene che Mussolini, creando a Salò la Repubblica sociale, abbia eretto una sorta di cordone di protezione e di contenimento della furia vendicativa dei tedeschi. Se non ci fosse stata la Repubblica di Salò l’eccidio del popolo italiano avrebbe assunto dimensioni ancora più tragiche.

Ma quello che, in questo abbozzo di ragionamento, è forse più interessante è il comportamento schizoide degli italiani.

Fu, quella repentina conversione, quel subitaneo passaggio dalla camicia nera al fazzoletto rosso, un atto molto moderno, simile, si passi l’immagine, a un cambio di foggia del soprabito alla moda o a un cambio repentino di gusti musicali o, ancora, all’introduzione di un nuovo ballo.

Il novecento, il moderno, che cosa è stato se non un addestramento al cambiamento, a una fede debole, a uno stare in equilibrio sul tagadà della storia, a rialzarsi quando si cade tanto è tutto un gioco?

I fascisti, e soprattutto i fascisti giovanissimi, che restano fascisti e muoiono per questo non vogliono salire su quel tagadà, temono di perdere la propria anima. Da questo deriva lo sprezzo della morte del corpo.

Gli antifascisti dell’ultima ora ci salgono sul tagadà, felici anche, perché hanno capito, e prontamente accettato, che la loro anima non è unitaria, ma scissa.

Da un lato i vecchi valori di tenuta psichica (dio, patria, famiglia), dall’altro il valore moderno dei non valori, un surfare con la tavoletta sui flutti del disastro.

Certo, la scissione si paga prima o poi, e ecco allora il giovane guerriero sessantottesco scisso che interiorizza il conflitto, la lotta si trasla all’interno di se stessi, nascono tutte le forme e i rituali di liberazione interiore e di anestesia, il jazz (che era già nato), il rock, la protesta, le droghe, il sesso libero, l’irrisone dell’integrità psichica, di chi non balla lo shake e non salta sul tagadà.


[1] Curzio Malaparte, La pelle, cap. Il processo.

[2] Quegli stessi che avevano sputato addosso a Curzio Malaparte quando era stato arrestato per antifascismo, e che «nascosti nelle cantine, aspettavano tremando il momento di poter, passato il pericolo, correre in piazza con le coccarde tricolori al petto e i fazzoletti rossi al collo e gridar “Viva la libertà!”» (La pelle, cit., ibidem); i «topi della libertà», li chiama Malaparte.

Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: